Significato

La nostra preghiera per la Pace vuole avere due significati:

1) Nel mezzo del dolore e della fatica del mondo, abbiamo compreso che agire per la Pace significa abbracciare con decisione la nonviolenza evangelica e proporla instancabilemente come stile di vita e come unica via di risoluzione di ogni conflitto; questo sarà possibile quanto più saremo radicati in una profonda spiritualità alimentata dalla contemplazione del Signore Crocefisso e Risorto, incarnazione del servo di Jahvè che il profeta Isaia ha descritto: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni. / Non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, / non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta. Proclamerà il diritto con fermezza; / non verrà meno e non si abbatterà, finché non avrà stabilito il diritto sulla terra; e per la sua dottrina saranno in attesa le isole. / … “Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia e ti ho preso per mano; ti ho formato e stabilito come alleanza del popolo e luce delle nazioni, / perché tu apra gli occhi ai ciechi e faccia uscire dal carcere i prigionieri, dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre.”(Is 42, 1-4; 6-7)
Vogliamo vivere una preghiera che sia contemplazione in atto del volto nonviolento di Dio!

2) Nel mezzo del dolore e della fatica del mondo, vogliamo vivere una preghiera di “intercessione” perchè ogni terra possa essere benedetta dal dono della Pace!. Ma, qual è il significato profondo dell’ “intercessione” per la Pace? Il Card Carlo Maria Martini, durante i drammatici giorni della prima guerra del Golfo, lo ha spiegato con grande lucidità. Ascoltiamo le sue parole: “qual è il senso profondo di una vera preghiera per la pace, che sia una preghiera di intercessione nel senso biblico, simile alla preghiera di Abramo, alla preghiera di Gesù su Gerusalemme. Che cosa significa, Signore, fare davvero una preghiera di intercessione? … Intercedere non vuol dire semplicemente “pregare per qualcuno”, come spesso pensiamo. Etimologicamente significa “fare un passo in mezzo”, fare un passo in modo da mettersi nel mezzo di una situazione. Intercessione vuol dire allora mettersi là dove il conflitto ha luogo, mettersi tra le due parti in conflitto. Non si tratta quindi solo di articolare un bisogno davanti a Dio (Signore, dacci la pace!), stando al riparo. Si tratta di mettersi in mezzo. Non è neppure semplicemente assumere la funzione di arbitro o di mediatore, cercando di convincere uno dei due che lui ha torto e che deve cedere, oppure invitando tutti e due a farsi qualche concessione reciproca, a giungere a un compromesso. Cosi facendo, saremmo ancora nel campo della politica e delle sue poche risorse. Chi si comporta in questo modo rimane estraneo al conflitto, se ne può andare in qualunque momento, magari lamentando di non essere stato ascoltato.
Intercedere è un atteggiamento molto più serio, grave e coinvolgente, è qualcosa di molto più pericoloso. Intercedere è stare là, senza muoversi, senza scampo, cercando di mettere la mano sulla spalla di entrambi e accettando il rischio di questa posizione …
Non dunque qualcuno da lontano, che esorta alla pace o a pregare genericamente per la pace, bensì qualcuno che si metta in mezzo, che entri nel cuore della situazione, che stenda le braccia a destra e a sinistra per unire e pacificare”.
( testo completo + Card Carlo Maria Martini - Un grido di intercessione)